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Armenia - Approvato il disegno di legge per l'adesione alla Ue

Immagine del redattore: Letizia LeonardiLetizia Leonardi

Aggiornamento: 3 giorni fa


Letizia Leonardi (Assadakah News) -  Il Parlamento dell'Armenia ha approvato ieri, con 64 voti a favore e sette contrari, il disegno di legge per la richiesta di adesione all'Unione Europea. Si tratta di un altro chiaro passo che allontana la ex Repubblica Sovietica dalla Russia. Dopo la disfatta della guerra del 2020 e la perdita del Nagorno Karabakh, i rapporti con Mosca, alleato storico dell'Armenia, si sono deteriorati. L'Armenia non si è più sentita protetta contro l'Azerbaijan.

La piccola Repubblica Caucasica non può restare sola, avendo nemici come Turchia o Azerbaijan e quindi guarda ad altre alleanze. Tutti gli esponenti del partito di governo hanno votato compatti a favore dell'adesione all'Unione Europea. I voti contrari sono stati quelli dell'opposizione. D'altronde il premier Pashinyan ha sempre dimostrato una sua simpatia per l'Occidente. Lo scorso gennaio il premier Nikol Pashinyan ha spiegato che avrebbe appoggiato il disegno di legge, ma che la sua adozione non avrebbe significato che l'Armenia entrerà a far parte dell'UE, perché non deve essere una decisione del governo ma dei cittadini, attraverso un referendum. Tuttavia ad oggi nessuno dei 27 Paesi Ue ha manifestato l'intenzione di accogliere l'Armenia anche se commissario per l'allargamento dell'UE, Mart Kos, ha dichiarato che Bruxelles se la domanda di adesione verrà presentata l'accetterà.

Questo segnale del parlamento di Yerevan non è stato gradito dal Cremlino che ha fatto sapere, tramite il Segretario del Consiglio di Sicurezza russo Sergei Shoigu, che l'Armenia potrebbe perdere gli scambi commerciali senza tariffe con Mosca e affrontare un potenziale aumento dei prezzi del gas naturale russo, aggiungendo che la Russia potrebbe anche espellere un gran numero di lavoratori migranti armeni. L'Armenia, d'altro canto, ha accusato la Russia, che aveva quasi 2.000 truppe di stanza nella regione dell'Autoproclamata Repubblica d'Artsakh (Nagorno Karabakh), di non aver fatto nulla per impedire i combattimenti e il conseguente esodo di più di 100.000 armeni dalla regione. Nel febbraio 2024 l'Armenia ha congelato la sua partecipazione all'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva guidata dalla Russia, che rappresenta il gruppo di difesa di diversi Stati ex-sovietici simile alla NATO. Yerevan ha poi aderito alla Corte penale internazionale (CPI), contro il volere di Mosca. Una decisione che imporrebbe l'arresto di Putin, qualora il presidente russo si recasse in territorio armeno. Nel settembre 2024 la Repubblica d'Armenia ha avviato anche colloqui per la liberalizzazione dei visti con l'UE e ha approfondito i legami di difesa con la Francia. Nel luglio 2024 ha tenuto esercitazioni militari con le truppe statunitensi e Mosca ha annunciato immediatamente il ritiro delle sue forze di pace dal Karabakh e il ritiro di alcune truppe e guardie di frontiera dallo Stato caucasico. Un situazione in cui l'Armenia appare un fragile vaso di coccio alla mercé di potenze ostili.

(Foto di Report Difesa)


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